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UN’INSEGNANTE RACCONTA…

UN’INSEGNANTE RACCONTA…

Ricordando quel 23 novembre ’80.
Tante storie, le nostre…
Noi sopravvissuti al Terremoto 1980… Dopo 40 anni…!
Scrivere la mia esperienza non è facile: un magone mi stringe in gola, sia pure i ricordi sono sempre nitidi, VIVI e il dolore, l’angoscia mi fanno ancora tremare le gambe e battere forte il cuore!
Spero con le parole farvi arrivare al cuore di questa mia esperienza e che possa servire a comprendere meglio come, il caso, determina la vita di ognuno di noi.
Ero ricoverata in Ospedale a S’Angelo Dei Lombardi, perché avevo avuto una forte colica renale. Non stavo ancora bene, così il 21 venerdì mi fecero un ulteriore esame con contrasto; dovevo restare in ospedale sotto osservazione, almeno fino alla settimana dopo, per poi avere un responso definitivo. La mia stanza era situata in fondo ad un lungo corridoio dell’ala femminile e la dividevo con una signora di Rocca S.Felice. Quella stanza era a strapiombo su una fiancata nella parte più alta dell’Ospedale, con un panorama sulle campagne della nostra meravigliosa terra dell’Alta Irpinia! Quel sabato mattino ricordo bene che, appena sveglia, in modo istintivo andai verso il mio armadio e tirai fuori il borsone per prepararlo, perché il pensiero mi diceva di dover lasciare quel posto…
Una voce mi parlava: mi suggeriva di andare via, il mio sesto senso, il mio istinto, o era la mano del Signore che mi guidava … Non saprei spiegarvi … Mi spingevano a lasciare l’ospedale … Senza alcun motivo volevo andare via … dovevo andare a casa mia!
SI’, UNA VOCE MI SPINGEVA A DOVER ANDARE VIA.
Devo ricordare che, da un anno, era morto mio padre improvvisamente, di soli 50 anni, in una sera del freddo febbraio 1979… Così quella mattina, era come una mano che mi guidava a dover lasciare ospedale … ANDARE VIA… Fra vari dinieghi, fra medici che dissentivano, fra mia sorella che non comprendeva e non approvava… io, con un mio fare DETERMINATO, con un pensiero fisso … lasciai l’ospedale e firmai sotto propria responsabilità per l’uscita.
RITORNAI A CASA MIA A TEORA!
NON SO COSA PENSARE NEL RICORDARE OGGI CHE LA SERA DOPO… IL 23 NOVEMBRE ‘80 L’OSPEDALE di SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, IN GRAN PARTE CROLLO’, CAUSANDO MOLTI MORTI … L’ALA FEMMINILE FU LA PRIMA AD ANDARE GIU’ A PICCO E TRAGICAMENTE MORIRONO TUTTI, ANCHE CHI A QUELL’ORA ERA IN VISITA AI PROPRI PARENTI.
IL SESTO SENSO, QUELLA VOCE, AVEVANO PORTATO a SALVARMI DA QUELL’INFERNO CHE ACCADDE IN OSPEDALE!!!
Anche a casa, non furono comunque situazioni e momenti migliori: il giorno dopo, domenica 23 novembre, era una giornata calda, con un sole per niente invernale, io non stavo ancora bene, rimasi a letto,a riposo! INTANTO CON MIA MADRE ACCANTO MI SENTIVO PIU’ TRANQUILLA!
La sera verso le ore 19.00, mamma uscì per andare a chiudere in piazza XX SETTEMBRE “la puteia” il nostro negozio. Io, intanto, rimasta sola, in pigiama scesi in cucina perché volevo preparare la cena!
ECCO, ORE 19.34, IN CUCINA SENTO UN BOATO, COME UN TUONO FORTISSIMO!
IL PAVIMENTO SI ALZO’ DAVANTI AI MIEI OCCHI, UNO SCOSSONE TERRIBILE MI PORTO’ A NON AVERE PIU’ CONTROLLO, TUTTO BUIO… LA TERRA ERA SOTTOSOPRA… TUTTO CROLLAVA… POLVERE… PIETRE… LA MIA CASA CADEVA INTORNO A ME!
IO SBALLOTTATA DI QUA E DI LÀ, PENSAI SUBITO CHE TREMAVA E RICORDAI I CONSIGLI DI PAPA’: PORTARSI SOTTO GLI ARCHI, NEI MOMENTI DI TERREMOTO!
NEL LASSO DI TEMPO FRA LA PRIMA E LA SECONDA SCOSSA, MI BUTTAI SOTTO L’ARCO DEL PORTONE DI CASA, GRIDAVO: “MAMMA,DOVE SEI, CORRI DA ME, SONO DAVANTI AL PORTONE DI CASA, MUORIAMO INSIEME, QUESTA E’ LA FINE DEL MONDO!”
DOPO UN PO’SENTII MAMMA ABBRACCIARMI!
In quella disperazione a cui non sapevamo né pensare,né poter capire cosa stesse davvero accadendo, tutto ci crollava addosso, un fragore mai sentito, le case continuavano a cadere a sfasciarsi … dopo ore comprendemmo la gravità del fatto e la forte paura ci assaliva, fra pianti e disperazione!
RESTAMMO TUTTA LA NOTTE INTRAPPOLATE FRA QUELLE MACERIE, MEZZE ACCIACCATE, DISPERATE, VIVE E FORTUNATAMENTE SENZA MOLTI DANNI FISICI, CERCAMMO DI LIBERARCI DA PIETRE, TERRA E OSTACOLI CHE AVEVAMO INTORNO; POI, CI RENDEMMO CONTO CHE ERAVAMO INTRAPPOLATE DA MACERIE DI CASE, INCENDI, OSTACOLI VARI E CHE NON POTEVAMO USCIRE DA QUELLA TRAPPOLA… PREGAMMO IL SIGNORE DI SALVARCI… INTANTO, INTORNO URLA DISUMANE, RICHIESTE DI AIUTO, PERSONE ANCORA VIVE, CADAVERI CHE INIZIAVANO A VEDERSI CON QUELLA LUNA PIENA … UNO SCENARIO SCONVOLGENTE CI ACCOMPAGNO’ SINO AL MATTINO… FRA PIANTI E NOSTRE SVARIATE RICHIESTE DI AIUTO, VERSO LE ORE 9.00 DEL GIORNO 24, ARRIVARONO PERSONE DI TEORA CHE MI PORTARONO IN BRACCIO, AIUTANDO ANCHE MAMMA, NELLA PIAZZA PIU’ VICINA, IN SALVO, DOVE STRADA FACENDO C’ERANO GIA’ CADAVERI FRA MACERIE E PERSONE DISPERATE CHE VAGAVANO IN CERCA DI FAMILIARI.
MI RESI CONTO DELLA CATASTROFICA SITUAZIONE, FORTUNATAMENTE, IO E MAMMA ERAVAMO VIVE E SALVE … DOPO UN TERREMOTO TERRIBILE CHE AVEVA CAUSATO MOLTI MORTI E DISTRUTTO IL MIO PAESE!!!
AD OGGI, DOPO 40 ANNI, POSSO SOLO DIRE CHE,TUTTO CAMBIO’ DOPO QUEL 23 NOVEMBRE … DENTRO E FUORI PER TANTE PERSONE, PER TANTI PAESI!
I MESI E GLI ANNI DEL DOPO TERREMOTO,NON FU VITA FACILE, ASSOLUTAMENTE… NOI AVEVAMO PERSO TUTTO, LA MIA CASA TUTTA DISTRUTTA … IMPORTANTE E’ ESSERE ANCORA QUI, DOPO 40 ANNI, A POTER RACCONTARE DI QUELLA TRAGICA SERA…!
Questa mia testimonianza spero insegni che ascoltare bene il proprio “IO” e seguire l’istinto, serve tanto, difatti ad oggi, dopo 40 anni, sono qui con voi a poter RACCONTARE e affermare convita: “LA VITA SIA PUR DIFFICILE e PROBLEMATICA E’ UN DONO INESTIMABILE!”

INSEGNANTE FILOMENA MATILDE LILOIA

7 commenti
Carla Capponi
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7 Commenti

  • Gerardo Ferrara
    22 Novembre 2020, 12:12

    Non è stato semplice ricordare il tragico evento del sisma del 23.11.1980, non bastano 3 minuti per descrivere i dispiaceri per i cari amici e familiari che in quel giorno ci hanno lasciati e le emozioni di quei forti abbracci per chi si era salvato. Ancora oggi il ricordo nella mia mente è vivo,come è vivo il ricordo di chi in quei giorni funesti ci hanno soccorso, non posso dimenticare i volontari della croce rossa di Ravenna, i volontari di Erba, di Montecchio Maggiore, di Vicenza e tanti altri, come i volontari dei nostri paesi e città vicino a noi, non colpiti in modo così devastante, che ci hanno donato il loro aiuto. Mentre sto scrivendo mi affiora un altro ricordo, il "matrimonio celebrato contemporaneamente dal nostro parroco Don Donato, in una baracca, il 16 dicembre 1980 di mia sorella e mio fratello", segno di una nuova rinascita.Avrei altro da raccontare ma mi soffermo. Voglio complimentarmi con tutto il corpo insegnante, gli alunni e tutto lo staff "La voce del Villaggio" che hanno realizzato questo servizio, e se mi permettete, un grande ringraziamento va al Prof. Ing. Mario Iannaccone, Preside dell’Istituto Scolastico Comprensorio di Lioni e Teora, amico da diversi anni, che mi ha dato la possibilità di raccontare, parte della mia vita vissuta in quel tragico momento del Terremoto del 1980.

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  • Giuseppina
    23 Novembre 2020, 10:09

    Carissima professoressa, vanno i miei più calorosi complimenti…avete strutturato una pagina molto significativa, a parte la vostra esperienza personale che sostanzialmente mi ha colpito profondamente , il messaggio finale di quanto sia importante seguire il proprio io …il nostro istinto non ci abbandona mai ..La vita con tutte le sue mille sfaccettature è un dono MERAVIGLIOSO .Buona vita a voi professoressa e al mondo intero.

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  • Olga Guarino
    23 Novembre 2020, 14:54

    COMMENTA ! Come si raccontano le SENSAZIONI.? Non si può se non attraverso IL CUORE .E’ un dono che non tutti hanno e se lo posseggono a volte non si ascolta . Credo che la risposta sia dobbiamo finire il compito che ci è stato assegnato ,TU DEVI INSEGNARE ALLE NUOVE GENERAZIONI che non devono fermarsi davanti alle prove ,ma affrontarle !!!! GRAZIE DI CUORE !!!

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  • Matilde
    23 Novembre 2020, 16:26

    Maestra è molto bello ciò che hai raccontato a tutti compreso me.Saluti matilde casale

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  • Antonella Micciolo
    24 Novembre 2020, 9:33

    Senza memoria storica si perde la propria identità. La trasmissione della memoria è essenziale e necessaria e quando emerge spontanea dal cuore di un insegnante penetra sicuramente nel cuore e nella mente degli alunni. Complimenti a tutto l’Istituto per la bellissima iniziativa!

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