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Racconta attraverso la tua personale esperienza di crescita la funzione formativa, ludica e sociale del gioco tradizionale e/o digitale evidenziando l’importanza che il fenomeno del game ha nella tua quotidianità

Il gioco è sempre stato una parte importante della mia vita, fin da quando ero piccola e mi divertivo a stare con le mie amiche. Crescendo ho iniziato a capire quanto sia davvero importante non solo per divertirmi, ma anche per imparare cose nuove.

Da bambina i giochi tradizionali erano il mio modo per staccare dalla scuola e dalle preoccupazioni. Mi ricordo di quando giocavamo a nascondino, a mamma e figlia, o a uomo ghiaccio, e quante ore passavamo a divertirci in piazza insieme. A volte inventavamo anche giochi nuovi, dove dovevamo stabilire delle regole che cambiavano di volta in volta, ma ci divertivamo sempre tantissimo. All’inizio, sembrava che fosse solo un modo per passare il tempo e fare qualche risata, ma con il tempo ho capito che quei momenti mi stavano insegnando tante cose importanti che ancora oggi mi sono utili. Ogni volta che ci trovavamo insieme, c’era una specie di magia che rendeva il gioco speciale. Ci facevamo scherzi, ci divertivamo a inventare storie, ridevamo senza fermarci, ma sapevamo anche che dovevamo rispettare le regole che ci eravamo date. La cosa che mi colpiva di più era che, anche quando qualcuno non vinceva, riuscivamo sempre a fare pace e a continuare a divertirci insieme. In quel momento, ho imparato a essere paziente, a rispettare gli altri e a capire che non sempre si può vincere. Non è facile, soprattutto quando si è bambini e si vuole essere sempre i primi, ma con il tempo ho capito che l’importante non era tanto vincere, ma stare insieme, divertirsi e rispettarsi a vicenda. Nel gioco tradizionale ho anche imparato tante altre cose, come la cooperazione, che in alcuni giochi era fondamentale. Per esempio, quando giocavamo a palla avvelenata o a calcio, dovevamo fare squadra per vincere, dovevamo comunicarci e aiutarci a vicenda. Mi ha insegnato a lavorare insieme, a sapere che ogni persona ha il suo ruolo e che, senza collaborazione, è difficile raggiungere un obiettivo. Anche quando si trattava di giochi da tavolo, come “Monopoly” o “Il gioco della vita”, mi sono resa conto di quanto fosse importante concentrarsi, essere pazienti e accettare che non sempre si può vincere. Anche in questi giochi ho imparato che le risate, le chiacchiere, la possibilità di stare fianco a fianco con chi ti sta vicino sono sempre state la parte più bella.

Quando si parla di giochi digitali, devo ammettere che non ne sono molto appassionata. Preferisco quei giochi che non richiedono connessione, dove posso stare con gli altri senza schermi e distrazioni. Mi rendo conto che i giochi online hanno i loro vantaggi, come la possibilità di socializzare con persone da tutto il mondo, ma per me il gioco tradizionale rimarrà sempre il migliore. È quello che mi ha regalato ricordi indimenticabili della mia infanzia, momenti che non sono mai passati, che non sono legati a uno schermo, ma a relazioni reali, a emozioni che si possono sentire solo quando si è insieme, a contatto con gli altri.

Penso che il gioco tradizionale abbia un valore che i giochi digitali non potranno mai sostituire, perché ci permette di crescere, imparare e vivere esperienze che ci uniscono davvero. Mentre i giochi digitali possono essere divertenti e interessanti, il gioco tradizionale ha qualcosa di speciale che lo rende insostituibile. Ogni volta che penso ai momenti passati a giocare con gli amici, a ridere e a sfidarci, capisco quanto siano stati importanti per me. Quei ricordi sono parte di me e sono certa che non li dimenticherò mai.

 

Lavoro di F.R., classe 3^sez. B

Silvia De Simone
ADMINISTRATOR
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