728 x 90

Giocare per divertirsi…

Il gioco è un’attività spontanea, di cui tutti hanno bisogno, in particolar modo i piccoli. Esso è una libera espressione di energia fisica o psichica non diretta a fini utilitari. Il bambino si dedica al gioco molto volentieri e con il massimo impegno, e, giocando, impara a vivere e ad affrontare i problemi della vita. Perciò il gioco può considerarsi una scuola naturale, in cui il bambino impara tutto ciò che gli sarà necessario quando sarà adulto. Nel gioco il bambino esprime tutto se stesso, i suoi interessi, le sue tendenze naturali. Il cane gioca correndo, scavando, assalendo; il gatto ad afferrare, a fare le fusa, a scattare; la bambina gioca con le bambole; il bambino alle corse, alla guerra, alle macchine ecc.

A volte gli adulti non prendono nella dovuta considerazione il gioco dei bambini, in quanto non lo ritengono una cosa seria, ma non dovrebbero fare cosi, anzi dovrebbero aiutare i piccoli nei loro giochi e pensare che essi sono fondamentali per la loro vita. Infatti, se i genitori togliessero ai loro figli la libertà del gioco, questi non potrebbero più vivere. Giocando, il bambino consolida il suo organismo e si prepara alle fasi successive della crescita. Tra il gioco e il lavoro c’è una grande differenza: il gioco, come abbiamo già detto, viene praticato spontaneamente, senza imposizione e senza scopo di guadagno, il lavoro, invece, è un dovere a scopo di guadagno e spesso viene svolto senza impegno, ma solo per tranquillità di coscienza. Ciò non è giusto, perché, se non si lavora con voglia, con entusiasmo e con gioia, il lavoro non viene svolto bene. Perciò sia il gioco che il lavoro dovrebbero essere svolti con allegria, con impegno e con interesse. Siccome il gioco è un’attività spontanea e naturale, esso assume significato e procedimento diverso, a mano a mano che il bambino cresce. I giochi dei primi anni d’età sono esercitazioni sensoriali ed esperienze semplicissime: il bambino si diverte a guardare oggetti vivacemente colorati: gioca con le mani, afferra, tocca, ama cose vistose e rumorose, succhia ogni oggetto, sgualcisce, vuol essere cullato, vuole ascoltare il canto della madre (ninna nanna). Dai due ai cinque anni i giochi diventano motori, cioè di movimento: il bambino si rotola per terra, butta la palla, la rincorre, rompe tutto, salta, corre, ama essere rincorso ecc… Con questi giorni egli coordina i movimenti, sviluppa i suoi muscoli. Fino a dodici anni i giochi diventano di immaginazione e di fantasia, che sviluppano i suoi sentimenti. Gioca con i compagni e con i giocattoli e acquista più il senso dell’ambiente. Crea compagni, personaggi e storie immaginarie e si comporta con essi come se esistessero realmente (es.: cavalca il bastone, diventa esploratore o eroe; la bambina fa mangiare e dormire le bambole). Dopo i sette anni cominciano i giochi con le regole che dimostrano come il bambino si vada avvicinando sempre più all’attività degli adulti. In questa fase il gioco viene organizzato tecnicamente con delle regole che vanno rispettate. Il giocatore che non rispetta queste regole viene penalizzato o viene escluso. Dopo i dieci, dodici anni, iniziano i giochi intellettuali: costruzioni meccaniche, dama, carte, indovinelli, rebus. Verso i quattordici anni si fanno i giochi sociali (mosca cieca, cacci al ladro, gare ginnastiche, escursioni in gruppo, sport, partite ed altri giochi con fine comune). Non sono solo i bambini ad amare il gioco, ma anche gli adulti; per riposarsi e distendersi dopo lo stress del lavoro quotidiano. I loro giochi possono essere individuali e collettivi. Sono individuali i giochi matematici e di pazienza ( i rebus, i cruciverba, i giochi di enigmistica, molti giochi di carte ecc.). Sono collettivi i giochi d’azzardo, i giochi a carte, quelli popolari e di società, i giochi sportivi che sono affidati o alla fortuna o all’abilità del giocatore. Molta importanza ha assunto oggi il gioco del Totocalcio o quello del Totip, che consistono nel prevedere i risultati delle partite domenicali del calcio o delle corse dei cavalli. Anche i giochi-spettacoli attirano una grande massa di gente come il Palio di Siena e la Corrida spagnola, ecc. Grande attenzione meritano i giochi d’azzardo che possono trasformare la vita di tante persone. Basti pensare a grandi casinò, dove arriva gente da tutte le parti del mondo, disposta a giocarsi un’intera fortuna. Tanto tempo fa importantissimi erano il gioco dei dadi, delle bocce, la morra ed altri giochi popolari che oggi sono stati sostituiti da altre forme di divertimento meccanizzato, come il flipper, il biliardo, il video-game, la roulette, il bingo, il ball-point, dai giochi elettronici e soprattutto dai quiz che attirano tanto i grandi e i bambini. Anche gli hobbies sono seguiti con molto interesse dalla società di oggi. Infatti molte persone preferiscono impiegare il tempo libero in occupazioni scelte liberamente, che seguono con grande interesse e serietà.

Siccome i giochi rispecchiano lo sviluppo naturale di una persona essi si tramandano per secoli. Infatti le scoperte fatte da molti archeologi nelle tombe antiche o gli studi fatti sui costumi e le tradizioni dei popoli dimostrano che tutti i giochi praticati oggi derivano dai giochi antichissimi, cioè che i giochibase sono comuni nelle varie epoche e nei vari paesi del mondo. La stessa cosa non si può dire dei giocattoli, che hanno subito molte trasformazioni, in quanto hanno seguito il progresso della scienza e della tecnica, oltre che il gusto e la moda nei vari paesi.

Silvia De Simone
ADMINISTRATOR
PROFILO

Articoli Correlati

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *