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LA MEMORIA

LA MEMORIA

Sono passati ormai quarant’anni da quella terribile domenica del 23 novembre 1980. La percezione è ancora così vicina, cosi intensa. Il ricordo della tragedia si è sedimentata nella coscienza, prima ancora che nella memoria di tutti noi. La sua rimozione è impossibile; è una ferita ancora aperta e dolorosa.
Era una sera come tante altre. La luna splendeva in tutto il suo chiarore, l’aria era calma e tiepida. Nulla faceva presagire che di li a poco si sarebbe verificata quell’immane tragedia che avrebbe spezzato vite, distrutto abitazioni, sconvolto coscienze. Grida di aiuto, lamenti di persone sepolte ed imprigionate sotto le macerie giungevano da ogni parte, anche nei giorni successivi alla scossa sismica. A questo si aggiungeva anche il pianto disperato dei parenti, che già nell’immediato, avevano ricevuto la triste comunicazione della perdita di un loro caro congiunto.
Uno scenario triste e apocalittico si presentava agli occhi dei primi soccorritori.
Adesso il vero grande problema che abbiamo davanti non è tanto quello della crescita economica, quanto quello della rigenerazione del nostro tessuto sociale. L’onda buia del terremoto ha alimentato gli egoismi, ha esaltato l’individualismo, a danno del valore e della solidarietà.

M. B. III A scuola secondaria di primo grado di Teora.

Grazia Bonazzi
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