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Per non dimenticare

Per non dimenticare

Era il 23 NOVEMBRE del 1980 quando alle 19.34 la terra iniziò a   tremare violentemente. Il tintinnio dei bicchieri stipati nelle vecchie credenze si fece sempre più forte e insistente. D’improvviso il pavimento iniziò a sussultare. Poi quel boato tra le gole delle montagne… e quello sciame sismico che per giorni contribuì ad accrescere la paura di un nuovo e più violento terremoto. Ricordi che nessuno riuscirà mai a cancellare.

L’ora era quella della messa serale, ma anche della sintesi in TV di una delle gare di campionato. Intanto, a casa, i più piccoli animavano le bambole o facevano rombare con suoni onomatopeici i modellini delle auto. Al tempo si socializzava attorno ad un tavolo da gioco. Ci fu un anomalo movimento del terreno, prima sussultorio, poi ondulatorio. Il buio, il boato, la corsa a strappare dalle culle i più piccini per cercare riparo sotto gli architravi o sotto ai tavoli. I novanta interminabili secondi   di paura di quella fatidica domenica spezzarono tante vite umane seminando distruzione e morte.

L’area da cui si irradiò il sisma, che fu di magnitudo oscillante tra i 6.5 e i 6.8 gradi della scala Richter, era quella compresa tra Teora, Castenuovo di Monza e Conza della Campania. Cinque milioni gli abitanti coinvolti. 2998 i morti, 8245 i feriti e 234.960 gli sfollati.

E’ dovere di tutti commemorare ogni anno quel tragico 23 novembre affinché la memoria non si spenga, affinché il ricordo rimanga vivo anche tra le generazioni che non hanno vissuto il dramma della disperazione, della solitudine e dalla distruzione.

 

E.M._classe 2C sec. primo grado Lioni

Viviana Miele
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